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05 giugno 2006

La crescita dell'India tra outsourcing e creatività

L'India è la seconda realtà per importanza tra i mercati emergenti più forti in area asiatica. Gli investimenti degli ultimi anni sulle infrastrutture e l'organizzazione/erogazione dei servizi, ora rafforzati dagli interessi Microsoft, stanno lanciando il Paese quale fondamentale Attore in area Asia. Una crescita che si riflette in settori tradizionali quali tessile e preziosi che oggi si ripropongo rinnovati e concorrenziali, pur mantenendo le caratteristiche costitutive che rendono uniche al mondo le produzioni indiane.

Jaipur (India) - Fare business in India non è certo una novità per le aziende occidentali. Le Piccole e Medie Imprese operano da anni sul mercato indiano, investendo sulla qualità dei settori tessile e preziosi. Si va da accordi diretti con le fabbriche a contratti triennali di forniture che vanno dalla manodopera di artisti di scuola vicentina (per la lavorazione dei preziosi) alla gestione di intere linee di produzione. L'outsourcing indiano ha radici decennali e, spesso e volentieri, riconducibili a partnership con PMI e liberi professionisti italiani. Ciò che è cambiato in questi ultimi due anni è la qualità degli investimenti e delle forniture di servizi commissionati a Terzi. La necessità di operatori qualificati è comune ad ogni mercato emergente. Una necessità primaria che forza il Paese a pianificare la formazione dei propri giovani e, in attesa di ottenere una forte base interna, ad investire in partnership occidentali che garantiscano la copertura del periodo di transizione necessario alla crescita auspicata.

Jaipur è un esempio (tra i tanti indiani) di come tradizione, outsourcing e ottimizzazione delle risorse possano interagire per dar luogo a scenari di business in linea con le esigenze del mercato globale. Capitale del Rajastan, la "città rosa" famosa per i monumenti e i palazzi che raccontano le storie di antiche caste e Maharaja - complessi monumentali come il City Palace oppure palazzi come l'Hawa Mahal (Palazzo dei Venti) - rappresenta da tempo il canale primario della trasformazione delle pietre grezze provenienti da tutto il mondo in semilavorati e lavorati senza paragoni nel rapporto qualità/prezzo. La tradizione vuole che le pietre vengano lavorate da artigiani esperti e forti di esperienze generazionali. D'altra parte, per far fronte alle richieste delle aziende occidentali, le aziende artigiane di Jaipur hanno dovuto adeguarsi al mutare del tempo. Il mercato delle pietre è diventato così un monopolio gestito da pochi colossi asiatici in grado di soddisfare, ad esempio, la maggior parte delle aziende italiane che hanno con la Città Rosa un filo diretto e permanente. Il grezzo arriva da ogni parte del mondo, acquistato in contanti dalle riserve minerarie e, una volta giunto a Jaipur, lavorato e tagliato attraverso l'outsourcing di aziende italiane (per la maggior parte) oppure tramite le prestazioni di mastri artigiani italiani cui viene demandata la gestione delle fabbriche deputate al taglio delle pietre. In queste fabbriche si formano le nuove generazioni di artigiani indiani, e non solo. Non sempre i tagli degli artigiani rispondono alle specifiche e alle caratteristiche stabilite dai mercati occidentali, così i tagli vengono trasferiti a Bangkok, commissionando il prodotto finito a fabbriche in grado di ottimizzare il primo lavoro artiginale. Questa sapiente gestione di risorse forma in nuovi manager indiani, i nuovi trader e i nuovi quadri commerciali necessari per gestire l'attività dell'azienda in un mercato competitivo qual'è quello thailandese. Questo modo di fare e gestire business offre alle nuove generazioni la possibilità di formarsi sul campo sotto la guida dei migliori esperti e professionisti asiatici, mantenendo viva la creatività e il dinamismo necessari per chi vuole muovere e fare business nei mercati emergenti.

A Jaipur il business dei semilavorati è considerato "in crescita" anche in mercati considerati stagnanti come quello italiano. Le partnerships con importanti realtà del sud-est asiatico offrono le garanzie necessarie affinché la richiesta di beni di lusso non subisca flessioni. Ogni Attore ha il suo ruolo di comprimario nel business delle pietre, garantendo in tal modo un rapporto qualità/prezzo senza paragoni al mondo che, grazie ai nuovi e forti investimenti del governo in infrastrutture e servizi, offre proiezioni a breve e medio termine molto positive. L'unico pericolo per il Mercato indiano è la speculazione selvaggia in risposta all'innalzamento dei prezzi determinato dalle Borse occidentali (e che spesso si riflette sulle orientali) causati da ingerenze politico-sociali-economiche di dubbio valore. Una speculazione contro cui l'India si tutela grazie all'asse commerciale con il sud-est asiatico, il mercato che meglio di ogni altro riesce ad adattarsi, sfruttando le "punte speculative" per offrire nuova spinta propulsiva ai settori interessati attraverso "porti franchi" quali sono ancora oggi Singapore e Hong Kong, quest'ultima tra le principali (se non la principale) porte di accesso al mercato cinese. L'India cresce perché non è un'isola nell'oceano dei mercati emergenti, ma parte di un continente che inzia dove finisce l'europa ed arriva dove sta sorgendo la prima potenza del terzo millennio.

A.D. Asia Manufacturers - Ricerche di Mercato