Al SANA si misura la crescita dell’economia responsabile
In quanto vetrina del naturale a 360 gradi il Sana ha offerto la possibilità di dialogare fra loro ad aziende che magari provengono da settori e realtà molto diverse, ma che sulla base di obiettivi ed etiche professionali condivise, hanno individuato o scoperto sinergie e possibilità di cooperazione, come nel caso di AdAsia che nei quattro giorni di fiera ha incontrato interlocutori provenienti da ogni settore (agroalimentare, editoriale, erboristico, edile, alberghiero, pubblicitario ecc.) e da paesi ed aree geografiche diverse, come ad esempio il Sud America. Sicuramente l’occasione è stata proficua per mettere a frutto le diverse pianificazioni aziendali, ma contestualmente è servita per scoprire tante nuove e inaspettate opportunità, anche grazie all’International Business Area, lo spazio riservato agli incontri e agli scambi commerciali tra gli espositori e operatori provenienti da tutto il mondo.
L’importanza di settore del Sana, oltre che dai numeri, è dimostrata anche dalle tante personalità politiche che hanno voluto essere presenti alla sua inaugurazione: i ministri De Castro e Pecoraro Scanio, il sindaco di Bologna Cofferati e delegazioni da province e regioni di tutta Italia. I temi della fiera, emersi anche dai numerosi incontri, seminari e dibattiti tenutisi al suo interno, benché incentrati sull’alimentazione biologica e sull’erboristeria e medicina naturale, hanno comunque messo in evidenza l’esigenza di diffondere una cultura ecologica e rispettosa dell’ambiente da parte di tutti e anche nelle abitudini quotidiane. Il che significa anche creare un mercato attento a certe tematiche che incontri la sensibilità di quei consumatori moderni sempre più motivati a compiere scelte sostenibili. E se questa tendenza deve consolidarsi sul mercato e il territorio italiano, è indispensabile che aziende e addetti ai lavori abbiano uno sguardo più ampio, rivolgendosi ed attingendo dai mercati e le culture di tutto il mondo.
Da questo punto di vista, quello delle imprese, l’Italia si presenta come paese all’avanguardia, con dati molto positivi per quanto riguarda le esportazioni di prodotti naturali, specie per quanto riguarda l’esportazione di prodotti alimentari biologici (l’Italia è il primo esportatore mondiale in questo settore, con il 70% della produzione biologica nazionale che varca i confini nazionali).
Dati molto contrastanti provengono invece dal fronte dei consumi, come sottolineato da Stefano Boco, sottosegretario del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Se infatti siamo un paese molto evoluto per quanto riguarda l’utilizzo dei prodotti naturali per la cura della persona e della casa (come erboristeria o medicina naturale), siamo ancora molto indietro rispetto ad altri paesi europei come Germania o Inghilterra nei consumi pro-capite in settori come la stessa alimentazione naturale o il mercato equo e solidale. Da questo punto di vista siamo da un lato frenati dai prezzi ancora troppo alti, ma è anche vero che poco si è fatto per diffondere una cultura di consumi critici e sensibili alle tematiche sociali e ambientali. Da questo punto di vista sembra però che qualcosa cominci muoversi a livello politico e di governo: il programma dell’Unione prevede infatti delle misure atte a “colmare il ritardo dell’Italia rispetto ai principali Paesi europei in materia di riconoscimento giuridico delle medicine non convenzionali e delle discipline bio-naturali”. Le proposte dei Verdi, ribadite al SANA, prevedono una serie di iniziative coordinate che spaziano sulla ricerca e la formazione universitaria, su campagne di sensibilizzazione e informazione, sull’istituzione di un’apposita Commissione di ricerca e certificazione, nell’ambito di una legge quadro che giunga finalmente a disciplinare e supportare lo sviluppo in questo settore.
Il successo e la crescita della vetrina fieristica del Sana, in definitiva, si accompagnano alla auspicata maturazione di consumatori, imprese e istituzioni in direzione di un'economia responsabile e rispettosa delle tematiche sociali ed ambientali.
Massimo Basile - ICT Manager
m.basile@adasiamanufacturers.com


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