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23 ottobre 2006

Approfondimento sulla Juta (1). La Fibra, coltivazione e raccolta.

A partire da questo post e per i prossimi mesi la divisione Merchandising di AdAsia si occuperà di redigere una serie di approfondimenti sulla juta, andando a realizzare un’indagine a 360° sulle qualità e le caratteristiche naturali e tessili della ‘Golden Fiber’.

Il primato di produzione tessile mondiale spetta attualmente ai Paesi Asiatici. All’interno di questo panorama in cui sono coinvolte fibre e tessuti di ogni genere, naturali ed artificiali, tradizionali e moderni, le rive del fiume Gange continuano ad offrire alle popolazioni che vi si affacciano continui raccolti di Corchorus da cui si ricava la fibra di juta, una pianta ed una fibra che rispecchiano perfettamente la tradizione, la filosofia e la cultura dell’India.

Coltivazione della juta
L’India è il maggior esportatore mondiale di juta (fibra tessile naturale ricavata dalle piante Corchorus). La produzione mondiale di juta è concentrata nel Delta del Gange, il fiume sacro che è al centro della millenaria tradizione e religione indiana.
La condizione climatica ideale per la crescita e la coltura della juta si presenta nella stagione dei monsoni (clima caldo-umido) con temperature variabili tra 20 e 40 °C ed una percentuale di umidità relativa pari al 70%-80%. Per la crescita della pianta è necessaria una piovosità settimanale di almeno 5-8 cm. Una volta effettuata la semina, in 4 mesi le piante raggiungono una altezza di circa 15-20 cm e prima della fioritura inizia la raccolta. I gambi vengono tagliati alla base quindi aggregati e immersi in acqua a macerare per circa 20 giorni. Questo processo ammorbidisce i tessuti e rompe il legame duro della pectina fra la rafia ed il fusto della juta e consente la separazione delle fibre.
La fibra di juta viene ricavata dalla struttura lignea della pianta (fusto) difficilmente intaccabile da insetti e parassiti: pertanto non è necessario utilizzare pesticidi chimici di alcun genere. Le fibre ricavate dal gambo vengono lavate in acqua corrente e stese per l’asciugatura. Dopo 2-3 giorni di essiccamento, le fibre sono legate nei pacchi. Inizia quindi il processo di filatura.

Come si presenta la fibra di juta
La fibra di juta può presentarsi di colore bianco, giallognolo o bruno.
Le varietà qualitativamente più valide sono Chorchorus olitorius (lustro dorato) e Corchorus capsularis (lustro biancastro). Ha un aspetto ruvido al tatto.
È la fibra naturale soprannominata per antonomasia “fibra dorata” (golden fiber). Le fibre più fragili e corte sono utilizzate per produrre una tela di juta denominata Hessian.

Caratteristiche tecniche
La iuta è una fibra altamente igroscopica e pertanto ha una elevata proprietà di assorbire l’umidità atmosferica per combinazione chimica o per assorbimento superficiale. Inoltre è una fibra con buona tenacità e quindi elevata resistenza alla trazione. Una volta bagnata però perde di tenacità e si rompe con una leggera pressione deteriorandosi velocemente. Il colore naturale degrada con il tempo, la luce solare, l’acqua, gli acidi, gli alcali ed il candeggiante. Presenta una bassa resistenza alla luce solare, ai microrganismi ed agli insetti. È resistente agli alcali ed agli acidi diluiti, viene invece degradata dagli acidi concentrati.
Resistenza all'umidità = 13.75%
Allungamento = 1.7% (asciutto) pertanto ha bassa estensibilità.
La juta è biodegradabile e riciclabile al 100%.
Da un’analisi microscopica risulta che le fibre di juta sono irregolari e lunghe con un lumen visibile.
La lunghezza della fibra è compresa tra 4 e 10 piedi (da 1,5 a 3 m).
La larghezza della fibra è compresa tra 7 e 18 micron.
La sezione trasversale è poligonale con 5 o 6 lati.
Composizione: di cellulosa (69%), lignina (18-20%) e anidride uronica (4.5%).

Michela Maule – Merchandising Department
m.maule@adasiamanufacturers.com

19 ottobre 2006

Un ponte tra Roma e Hanoi (Vietnam)

Le relazioni economiche e commerciali che sempre più stanno prendendo piede fra i paesi dell’Occidente e quelli dell’Estremo Oriente (in particolare con il colosso Cina ma non soltanto) sono sottolineati a livello istituzionale dal crescente numero di contatti, visite di stato, accordi internazionali, nascita di organismi sovranazionali a cui assistiamo con sempre maggior frequenza con il passare degli anni e, “a vista d’occhio”, mese dopo mese.

In questo contesto noi di AD Asia Manufacturers, orgogliosamente, crediamo di poterci a buon diritto considerare dei pionieri delle tendenze culturali e di mercato e dell’atteggiamento di collaborazione che sembrano pian piano imporsi nei rapporti tra la realtà europea, e italiana in particolare, e quella dei sempre più emergenti paesi asiatici.

Questa tendenza si concretizza non soltanto attraverso i blasonati viaggi diplomatici dei capi di stato e dei rappresentanti delle grandi potenze nazionali, ma soprattutto attraverso il lavoro quotidiano dei singoli imprenditori e delle piccole realtà locali. In questa ottica di sviluppo “dal basso”, ma che di certo sarebbe favorito da un appoggio “dall’alto”, si colloca perfettamente questa proposta recentemente presentata da Enrico Gasbarra, presidente della Provincia di Roma: costituire una casa di Roma ad Hanoi e una casa vietnamita nella Capitale. Due centri polifunzionali interrelati che siano punto di riferimento per gli imprenditori nelle loro attività internazionali e di coordinamento per i programmi economici ma anche culturali. L’iniziativa nasce dall’incontro della Provincia di Roma con una delegazione della Camera di Commercio vietnamita e con il convinto appoggio della sezione laziale di Confindustria attraverso l’interessamento del presidente Giancarlo Elia Valori. «Questo accordo – ha dichiarato Gasbarra - grazie anche alla disponibilità di Sviluppo Lazio e della Camera di commercio vietnamita sarà un utile punto d'appoggio per gli imprenditori dei due Paesi».

Un’azienda come AdAsia, che da anni stringe relazioni con realtà vietnamite, guarda con molta curiosità ed interesse a quest’iniziativa e a tutte quelle iniziative il cui obiettivo sia quello di creare un ponte solido che favorisca la crescita di queste relazioni. Un ponte che funga da supporto a quegli imprenditori, pionieri come dicevamo, coma Andrea Dolcemascolo che in questi anni hanno messo in gioco tutte le proprie risorse e competenze inseguendo un progetto fondato su serietà, dedizione e rispetto dei propri interlocutori, sviluppando preziose relazioni commerciali ma anche personali e culturali tra l’Europa, e più specificamente l’Italia, e i paesi dell’Estremo Oriente che sempre di più si impongono come leaders sui mercati globali.

Massimo Basile - ICT Manager
m.basile@adasiamanufacturers.com

11 ottobre 2006

Shipping internazionale: revisione trimestrale dei noli mare

Con effetto dal 1 Ottobre 2006, in merito alla revisione trimestrale dei noli mare, le principali compagnie di navigazione hanno ufficialmente annunciato un incremento dei costi .

L'incremento costi dei noli mare sarà di Usd 150/te. Come sempre succede in questi casi, AdAsia sta trattando con i Vettori, attraverso il proprio spedizioniere, allo scopo di ridurre quest'aumento. Seguiranno ulteriori sviluppi e aggiornamenti.

AdAsia - comunicato stampa
pressroom@adasiamanufacturers.com