Approfondimento sulla Juta (1). La Fibra, coltivazione e raccolta.
Il primato di produzione tessile mondiale spetta attualmente ai Paesi Asiatici. All’interno di questo panorama in cui sono coinvolte fibre e tessuti di ogni genere, naturali ed artificiali, tradizionali e moderni, le rive del fiume Gange continuano ad offrire alle popolazioni che vi si affacciano continui raccolti di Corchorus da cui si ricava la fibra di juta, una pianta ed una fibra che rispecchiano perfettamente la tradizione, la filosofia e la cultura dell’India.Coltivazione della juta
L’India è il maggior esportatore mondiale di juta (fibra tessile naturale ricavata dalle piante Corchorus). La produzione mondiale di juta è concentrata nel Delta del Gange, il fiume sacro che è al centro della millenaria tradizione e religione indiana.

La condizione climatica ideale per la crescita e la coltura della juta si presenta nella stagione dei monsoni (clima caldo-umido) con temperature variabili tra 20 e 40 °C ed una percentuale di umidità relativa pari al 70%-80%. Per la crescita della pianta è necessaria una piovosità settimanale di almeno 5-8 cm. Una volta effettuata la semina, in 4 mesi le piante raggiungono una altezza di circa 15-20 cm e prima della fioritura inizia la raccolta. I gambi vengono tagliati alla base quindi aggregati e immersi in acqua a macerare per circa 20 giorni. Questo processo ammorbidisce i tessuti e rompe il legame duro della pectina fra la rafia ed il fusto della juta e consente la separazione delle fibre.
La fibra di juta viene ricavata dalla struttura lignea della pianta (fusto) difficilmente intaccabile da insetti e parassiti: pertanto non è necessario utilizzare pesticidi chimici di alcun genere. Le fibre ricavate dal gambo vengono lavate in acqua corrente e stese per l’asciugatura. Dopo 2-3 giorni di essiccamento, le fibre sono legate nei pacchi. Inizia quindi il processo di filatura.
Come si presenta la fibra di jutaLa fibra di juta può presentarsi di colore bianco, giallognolo o bruno.
Le varietà qualitativamente più valide sono Chorchorus olitorius (lustro dorato) e Corchorus capsularis (lustro biancastro). Ha un aspetto ruvido al tatto.
È la fibra naturale soprannominata per antonomasia “fibra dorata” (golden fiber). Le fibre più fragili e corte sono utilizzate per produrre una tela di juta denominata Hessian.
Caratteristiche tecniche
La iuta è una fibra altamente igroscopica e pertanto ha una elevata proprietà di assorbire l’umidità atmosferica per combinazione chimica o per assorbimento superficiale. Inoltre è una fibra con buona tenacità e quindi elevata resistenza alla trazione. Una volta bagnata però perde di tenacità e si rompe con una leggera pressione deteriorandosi velocemente. Il colore naturale degrada con il tempo, la luce solare, l’acqua, gli acidi, gli alcali ed il candeggiante. Presenta una bassa resistenza alla luce solare, ai microrganismi ed agli insetti. È resistente agli alcali ed agli acidi diluiti, viene invece degradata dagli acidi concentrati.
Resistenza all'umidità = 13.75%
Allungamento = 1.7% (asciutto) pertanto ha bassa estensibilità.
La juta è biodegradabile e riciclabile al 100%.
Da un’analisi microscopica risulta che le fibre di juta sono irregolari e lunghe con un lumen visibile.
La lunghezza della fibra è compresa tra 4 e 10 piedi (da 1,5 a 3 m).
La larghezza della fibra è compresa tra 7 e 18 micron.
La sezione trasversale è poligonale con 5 o 6 lati.
Composizione: di cellulosa (69%), lignina (18-20%) e anidride uronica (4.5%).
Michela Maule – Merchandising Department
m.maule@adasiamanufacturers.com


