Prodi in visita in India per rilanciare la cooperazione
«Si gioca in Asia il futuro dell'Italia, delle nostre nuove generazioni». Questa frase racchiude il senso e l'importanza della nuova visita in Asia - dopo la Cina questa volta in India - di Romano Prodi, una missione di cinque giorni alla ricerca di una nuova partenza per il «sistema Italia» in un'area da anni trascurata e ricchissima di nuove opportunità.
AD Asia Manufacturers guarda con interesse e curiosità a quest'iniziativa di governo e confindustria nella speranza che anche il nostro paese si "svegli" e cominci a percorrere quelle strade che portano verso l'inevitabile e ormai concreta realtà dei mercati globali e dell'economia gestita su scala intercontinenatle, mondiale. In questo percorso l'Italia è in ritardo, se non fanalino di coda, rispetto agli altri paesi europei e realtà imprenditoriali come AD Asia Manufacturers sono estremamente rare proprio per il fatto che in questi anni le imprese si sono dovute muovere autonomamente e senza nessun supporto da parte di enti e istituzioni, piuttosto penalizzate da dazi e rallentamenti doganali.
Non a caso il premier viene seguito in questo tour nei quattro angoli dell'India da fitta schiera di imprenditori di PMI guidati dal presidente della Confindustria Luca di Montezemolo. Dopo un analogo viaggio in Cina, tocca ora all'India dei miracoli e delle contraddizioni, un Paese di oltre un miliardo di persone dove tra enormi bacini di povertà sta crescendo rapidamente una classe media da standard occidentali che forma un bacino di potenziali compratori di circa 200 milioni di persone.
Si tratta, ha spiegato Prodi, della «grande sfida del futuro»; una sfida alla quale, «l'Italia è arrivata impreparata». Per cui, è il messaggio che l'esecutivo sta lanciando, è giunta l'ora di recuperare il tempo perduto. Romano Prodi ha spiegato come l'obiettivo di questi viaggi «è proprio quello di preparare l'Italia, i nostri imprenditori e i nostri cittadini alla grande sfida che questi Paesi rappresentano. Il dinamismo straordinario dell'India, ad esempio, sta cambiando il mondo; e non si tratta solo di opportunità economiche ma anche di un investimento politico a breve termine in un mondo che sta cambiando e si presenta sempre più "multipolare"».
Infatti avere Cina ed India «pienamente democratiche e cooperative è una grande garanzia per la pace di tutto il mondo», ha osservato Romano Prodi in uno dei suoi incontri odierni con gli imprenditori indiani ed italiani. «Non dobbiamo avere paura del nuovo», ha detto in sostanza il premier, spiegando più e più volte che non è con il protezionismo che si regge la concorrenza di Paesi che, nel bene e nel male, sono «il motore» della crescita mondiale.
AD Asia Manufacturers guarda con interesse e curiosità a quest'iniziativa di governo e confindustria nella speranza che anche il nostro paese si "svegli" e cominci a percorrere quelle strade che portano verso l'inevitabile e ormai concreta realtà dei mercati globali e dell'economia gestita su scala intercontinenatle, mondiale. In questo percorso l'Italia è in ritardo, se non fanalino di coda, rispetto agli altri paesi europei e realtà imprenditoriali come AD Asia Manufacturers sono estremamente rare proprio per il fatto che in questi anni le imprese si sono dovute muovere autonomamente e senza nessun supporto da parte di enti e istituzioni, piuttosto penalizzate da dazi e rallentamenti doganali.
Non a caso il premier viene seguito in questo tour nei quattro angoli dell'India da fitta schiera di imprenditori di PMI guidati dal presidente della Confindustria Luca di Montezemolo. Dopo un analogo viaggio in Cina, tocca ora all'India dei miracoli e delle contraddizioni, un Paese di oltre un miliardo di persone dove tra enormi bacini di povertà sta crescendo rapidamente una classe media da standard occidentali che forma un bacino di potenziali compratori di circa 200 milioni di persone.
Si tratta, ha spiegato Prodi, della «grande sfida del futuro»; una sfida alla quale, «l'Italia è arrivata impreparata». Per cui, è il messaggio che l'esecutivo sta lanciando, è giunta l'ora di recuperare il tempo perduto. Romano Prodi ha spiegato come l'obiettivo di questi viaggi «è proprio quello di preparare l'Italia, i nostri imprenditori e i nostri cittadini alla grande sfida che questi Paesi rappresentano. Il dinamismo straordinario dell'India, ad esempio, sta cambiando il mondo; e non si tratta solo di opportunità economiche ma anche di un investimento politico a breve termine in un mondo che sta cambiando e si presenta sempre più "multipolare"».
Infatti avere Cina ed India «pienamente democratiche e cooperative è una grande garanzia per la pace di tutto il mondo», ha osservato Romano Prodi in uno dei suoi incontri odierni con gli imprenditori indiani ed italiani. «Non dobbiamo avere paura del nuovo», ha detto in sostanza il premier, spiegando più e più volte che non è con il protezionismo che si regge la concorrenza di Paesi che, nel bene e nel male, sono «il motore» della crescita mondiale.


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